(letteradiborsa.it – 2 luglio 2012 commento di Roberto Malnati)
La propensione al rischio del mercato è tornata prepotentemente “ON”. Mancano all’appello le materie prime, condizionate dai segnali non esaltanti provenienti dalla Cina (il principale consumatore di metalli) e dagli USA (il principale consumatore di carburanti), ma gli indici, a partire da quelli europei, sino ad ora più penalizzati, sono girati long negli ultimi 10 giorni.
Sia l’indicatore Risk ON / Risk OFF che il suo oscillatore, come potete osservare nel grafico che segue, sono tornati ad indicare una propensione al rischio che aumenta progressivamente, senza aver raggiunto nel 2012 il livelli del 2011 che da luglio sino a settembre sono rimasti decisamente elevati.
Questa crisi, così profetizzata, così attesa, così gridata non si è trasformata in un tracollo dei mercati. Anche il cambio EUR/USD stabile sopra 1.26 smentisce i profeti di sventura della disgregazione dell’Euro.
E’ cambiato qualcosa in realtà rispetto alla vigilia del Consiglio europeo ? Poco o niente. Ma i mercati prendono ora atto della possibilità che un duro attacco contro i titoli di stato dei paesi periferici possa venire contrastato sul terreno più insidioso per gli speculatori : quello dei mercati finanziari.
Anche da Londra arrivano segnali importanti per i finanzieri d’assalto. Il presidente di Barclays, Marcus Agius, ha rassegnato le dimissioni in seguito allo scandalo della manipolazione dell’indice dei tassi interbancari Libor, che aveva fruttato alla banca britannica decine di milioni di guadagni e il ministro della Finanze inglese George Osborne potrebbe annunciare nei prossimi giorni la decisione di rendere i banchieri responsabili anche economicamente dei loro errori.

GLOBAL RISK (*) 4.418 < 4.566 : Status = Risk ON (**)
Oscillatore 35.862 < 50.000 : Status = Risk ON
Il campo di battaglia della SUN TZU Strategy ha visto un sostanziale cambiamento di fronte. Ora il 50% del mercato è a favore del rischio. Se dovesse salire ancora questa tendenza, la porta di uscita per chi ha riempito i portafogli di titoli di debito decennali “free risk” come TBOND e BUND, potrebbe improvvisamente restringersi.


Trovate la spiegazione e il dettaglio della strategia nei pdf allegati in fondo alla pagina.
(*) L’indicatore GLOBAL RISK viene calcolato con un insieme di elementi che tengono conto di :
Rischio associato al mercato azionario USA (Standard and Poor’s 500 Index / VIX)
Rischio associato al mercato azionario europeo (EURO STOXX 50 Index / V2X)
Flight to quality impiegando il 10-Year US Treasury Note
Carry trade operato con i future sulle divise : USD, EUR, JPY, CAD, CHF, GBP, AUD, NZD, NOK, SEK
(**) Risk ON/OFF
Nelle fasi individuate come Risk ON, l’accettazione del rischio spinge gli investitori a vendere protezione (volatilità e opzioni put), a comprare azioni, materie prime e valute ad alto rendimento anche ricorrendo all’indebitamento (carry trade).
Nelle fasi individuate come Risk OFF, l’ avversione al rischio spinge gli investitori a comprare governativi USA e tedeschi, a comprare protezione (volatilità e opzioni put), a vendere azioni, materie prime e valute ad alto rendimento.
SunTzuStrategy – 02-07-2012 – 6,28 MB
SunTzuStrategyExplain – 286,70 KB
Risk ON / Risk OFF – 02/07/2012
(letteradiborsa.it – 2 luglio 2012 commento di Roberto Malnati)
La propensione al rischio del mercato è tornata prepotentemente “ON”. Mancano all’appello le materie prime, condizionate dai segnali non esaltanti provenienti dalla Cina (il principale consumatore di metalli) e dagli USA (il principale consumatore di carburanti), ma gli indici, a partire da quelli europei, sino ad ora più penalizzati, sono girati long negli ultimi 10 giorni.
Sia l’indicatore Risk ON / Risk OFF che il suo oscillatore, come potete osservare nel grafico che segue, sono tornati ad indicare una propensione al rischio che aumenta progressivamente, senza aver raggiunto nel 2012 il livelli del 2011 che da luglio sino a settembre sono rimasti decisamente elevati.
Questa crisi, così profetizzata, così attesa, così gridata non si è trasformata in un tracollo dei mercati. Anche il cambio EUR/USD stabile sopra 1.26 smentisce i profeti di sventura della disgregazione dell’Euro.
E’ cambiato qualcosa in realtà rispetto alla vigilia del Consiglio europeo ? Poco o niente. Ma i mercati prendono ora atto della possibilità che un duro attacco contro i titoli di stato dei paesi periferici possa venire contrastato sul terreno più insidioso per gli speculatori : quello dei mercati finanziari.
Anche da Londra arrivano segnali importanti per i finanzieri d’assalto. Il presidente di Barclays, Marcus Agius, ha rassegnato le dimissioni in seguito allo scandalo della manipolazione dell’indice dei tassi interbancari Libor, che aveva fruttato alla banca britannica decine di milioni di guadagni e il ministro della Finanze inglese George Osborne potrebbe annunciare nei prossimi giorni la decisione di rendere i banchieri responsabili anche economicamente dei loro errori.
GLOBAL RISK (*) 4.418 < 4.566 : Status = Risk ON (**)
Oscillatore 35.862 < 50.000 : Status = Risk ON
Il campo di battaglia della SUN TZU Strategy ha visto un sostanziale cambiamento di fronte. Ora il 50% del mercato è a favore del rischio. Se dovesse salire ancora questa tendenza, la porta di uscita per chi ha riempito i portafogli di titoli di debito decennali “free risk” come TBOND e BUND, potrebbe improvvisamente restringersi.
Trovate la spiegazione e il dettaglio della strategia nei pdf allegati in fondo alla pagina.
(*) L’indicatore GLOBAL RISK viene calcolato con un insieme di elementi che tengono conto di :
Rischio associato al mercato azionario USA (Standard and Poor’s 500 Index / VIX)
Rischio associato al mercato azionario europeo (EURO STOXX 50 Index / V2X)
Flight to quality impiegando il 10-Year US Treasury Note
Carry trade operato con i future sulle divise : USD, EUR, JPY, CAD, CHF, GBP, AUD, NZD, NOK, SEK
(**) Risk ON/OFF
Nelle fasi individuate come Risk ON, l’accettazione del rischio spinge gli investitori a vendere protezione (volatilità e opzioni put), a comprare azioni, materie prime e valute ad alto rendimento anche ricorrendo all’indebitamento (carry trade).
Nelle fasi individuate come Risk OFF, l’ avversione al rischio spinge gli investitori a comprare governativi USA e tedeschi, a comprare protezione (volatilità e opzioni put), a vendere azioni, materie prime e valute ad alto rendimento.
SunTzuStrategy – 02-07-2012 – 6,28 MB
SunTzuStrategyExplain – 286,70 KB